Tuesday, November 18, 2008

JP Sa Couto assume 1.000 persone per il Magalhaes

JP Sa Couto investe sul progetto Magalhaes che
prevede la distribuzione di computer Classmate PC con
software pensato per le scuole (ovviamente con
Magic Desktop!).

Dopo il Portogallo si prevedono altri paesi tra
cui il Venezuela che avrebbe già ordinato 1 milione
di Magalhaes.

Un segnale in controtendenza in periodo di recessione.

Il progetto Magalhaes ha avuto impulso anche grazie al governo portoghese
che ai tempi della cessione delle licenze UMTS non si fece
attirare dalla possibilità di incassare soldi freschi subito,
ma diede agli operatori di telecomunicazioni vincitori della gara
la possibilità di tenere nelle proprie casse i soldi del prezzo delle licenze,
con l'obbligo di investirli in progetti di sviluppo sociale di volta
in volta indicati dal governo.

Tra questi progetti la distribuzione di computer a studenti universitari
e delle superiori ed adesso dei 500.000 classmate ai bambini delle elementari.

Insomma in Portogallo le licenze UMTS non hanno strangolato gli operatori di
telecomunicazioni, non hanno generato rincari nelle bollette, hanno finanziato
l'introduzione della tecnologia in classe ed hanno generato posti di lavoro.

In Italia?

Tuesday, November 11, 2008

Come cambia la scuola per i nativi digitali

Venerdì sono stato al convegno Digital Kids alla Bicocca. Era erroneamente
rivolto agli insegnanti. Erronemaente perchè poteva e doveva interessare un pubblico
più vasto.

Il messaggio dato da tutti i componenti del panel (pedagogisti, neurologi, tecnologi)
era che la tecnologia ha già cambiato in maniera irreversibile il modo in cui i bambini imparano e sarebbe inutile e dannoso se gli insegnanti non abbandonassero i vecchi metodi e non aprissero alle tecnologie.

Se misuriamo il tempo dedicato dai nativi digitali (coloro che sono nati in un epoca in cui la tecnologia digitale è largamente diffusa) per le attività di apprendimento, vediamo che essi imparano molto di più fuori dalla scuola che a scuola. Per fuori dalla scuola si intende in attività che non hanno a che fare con lo studio. Molti bambini arrivano a scuola che sanno già leggere e scrivere perché l'hanno imparato usando il computer.
Io volevo intervenire e dire che anche io ho imparato a leggere da solo grazie a
Topolino ed al supporto involontario di mio fratello maggiore che leggeva ad alta voce, ma avrei fatto la figura del reazionario ed ho evitato ;-)

I bambini usano naturalmente la tecnologia perché la imparano come se fosse un linguaggio ed è meglio evitare che i maestri inseriscano la tecnologia in aula per insegnare ad usarla perché i nativi digitali mangerebbero loro la pastasciutta in testa.. Meglio invece che la tecnologia sia introdotta per permettere ai bambini di imparare le altre materie, nelle modalità che loro già utilizzano a casa (gioco, esplorazione ecc.).

I nativi digitali, come evidenziato da una neurologa del Gemelli, sono continuamente stimolati ed hanno i circuiti dell'attenzione in costante attività. Questo modifica radicalmente il loro processo di apprendimento e la loro soglia dell'attenzione è estremamente bassa. Di conseguenza è molto difficile che riescano a seguire una lezione in cui un insegnante parla e loro devono ascoltare. Hanno maggiore bisogno di poter accedere alle informazioni in maniera non sequenziale apprendendo piccole porzioni di informazioni con attività che gli permettano la libertà di scoprire e di seguire gli stimoli che più interessano loro.
L'insegnante in tutto questo deve fare da tutor. Le fonti di informazione sono varie e non tutte controllate. Se l'insegnate volesse limitarle ai libri di testo il risultato sarebbe che i bambini a scuola non imparerebbero e poi fuori da scuola accederebbero alle altre fonti, con lo svantaggio che non ci sarebbe alcun controllo e indirizzamento degli insegnanti. Per banalizzare invece che vietare
Wikipedia perché non è affidabile è decisamente meglio incoraggiare l'uso di questi strumenti insegnando un uso critico delle informazioni, la verifica delle fonti ecc.

Insomma il solvente IP (Internet Protocol), come lo chiama Stefano Quintarelli, sta già scogliendo irrimediabilmente la scuola ed è necessaria una riforma molto profonda dei metodi di insegnamento. La scuola elementare italiana è considerata
un caso di eccellenza e proprio per questo la sfida che ha davanti è ben più grande.

La dimostrazione di un insegnate di Reggio Emilia da questo punto di vista è stata molto incoraggiante. I bambini della scuola materna hanno a disposizione dei laboratori in cui sperimentare l'uso della tecnologia in combinazione con attività manuali come ad esempio la lavorazione della ceramica. A vedere le immagini dei laboratori e dei risultati delle attività sembrava che stesse parlando di Marte e non di una provincia italica.

Thursday, October 30, 2008

Il Classmate portoghese sbarca in 12 nuovi paesi

Come riportato dall'agenzia Lusa, JP Sà Couto, produttore di PC portoghese che sta distribuendo 500.000
Classmate PC, con Magic Desktop preinstallato, sta negoziando con altri
11 paesi la diffusione dei PC netbook ai bambini delle scuole elementari.
Mozambico, Angola, Libia, Argentina, Emirati Arabi, Belgio, Lussemburgo,
Ungheria, Romania, Macao e Capo Verde.

Intanto Vivo, operatore mobile partecipato Portugal Telecom, installa in una scuola del Brasile i primi 25 Classmate marchiati JP Sà Couto.

I bambini su Internet sono meno esposti alla pubblicità

Questo è quanto risulta da una ricerca Nielsen,
come riportato da un articolo di
Ad Week

Wednesday, October 29, 2008

Tecnologia e scuola a Genova

dal 12 al 14 Novembre a Genova si tiene ABCD, il Salone italiano dell'educazione. La più importante fiera-evento dedicata alla scuola e all'università in ambito nazionale.
ABCD è un evento in collaborazione con il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell' Università e della Ricerca), Presidenza del Consiglio dei Ministri e con oltre 20 associazioni del mondo della scuola.

Scorrendo i workshop in agenda noto che molto spazio è dato alla tecnologia in classe.

Thursday, October 23, 2008

Il Portogallo mette la freccia

Come dimostra il rapporto Between "Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga" appena pubblicato sul sito dell'Autorità Garante per le Telecomunicazioni, l'Italia continua a perdere posizioni in Europa nella diffusione della banda larga.


Il Portogallo si appresta a superarci e non è un caso che abbia iniziato in questi giorni a distribuire i primi computer per i bambini delle scuole elementari. Entro pochi mesi completerà la distribuzione di 500.000 classamte di seconda generazione che i bambini potranno usare sia a casa che a scuola.

I classmate saranno distribuiti gratuitamente o fino ad prezzo un massimo di 50 euro a seconda del reddito delle famiglie. Il costo sarà coperto anche grazie all'investimento da parte dei locali operatori di TLC, che in questo modo investono per l'ampliamento del mercato Broadband nel loro paese.

La scuola secondo BBC

Usare tutto il materiale video della BBC
sulle lavagne elettroniche in classe.

Un sogno che in inghilterra è già realtà.